Alla marina di Vico Equense nel 1929 Camillo Sorrentino erede di una antica famiglia di pescatori ebbe l’intuizione di realizzare alcune cabine, una per le donne e una per gli uomini sull’arenile, dominato dal trecentesco castello angioino.Erano gli anni in cui le donne, almeno le più ardimentose si bagnavano coperte da grandi camiciotti sino alle caviglie, mentre gli uomini separati da un cavo marino, scendevano in acqua indossando salopette sino al ginocchio. In pochi anni il “Bagno di don Camillo”, divenne il punto di ritrovo di tutti gli amanti del mare della zona e già sul finire degli anni quaranta prima della seconda guerra mondiale, era frequentato in estate da una folla di bagnanti. I tempi d’oro continuarono anche dopo il drammatico conflitto mondiale con la ripresa dell’attività turistica e della moda, in forte espansione dei Bagni di Mare. La gestione dello stabilimento passata intanto nelle mani di Rosa Sorrentino una delle figlie di don Camillo, conobbe un nuovo eldorato. Intanto donna Rosa si era sposata con Rosario Astarita, un valente e stimato artigiano, con cui lavorando duramente riuscì a trasformare il piccolo “bagno”, in un accordato complesso apprezzato sia per la balneazione che per la ristorazione. Il segreto del successo fu quello di fare in modo che le famiglie, in particolare quelle con bambini in tenera età, trovassero sul “Bagno Astarita”, un’accoglienza così familiare e una tale disponibilità di tutto il personale da ritenersi a casa propria. La strada intrapresa da donna Rosa fu percorsa fino in fondo dai figli Franco e Antonio Astarita che diedero un’impronta del tutto personale al complesso; giovani e aitanti sportivi, negli anni d’oro del turismo equense raccoglievano intorno a loro, la più bella gioventù indigena e napoletana.Quando i nostri alberghi erano strapieni durante l’estate di giovanissime ragazze norvegesi, svedesi,inglesi,tedesche, olandesi, francesi, austriache, svizzere, al Bagno Astarita la giornata non trascorreva mai invano e la notte per gli appassionati abbronzatissimi e focosi “latin lover” non passava mai in bianco. Mitici sono rimasti nella memoria collettiva i nomi di Fritz Dennerlein che, con il fratello Buby, divenuti in seguito grandi campioni e allenatori di nuoto e pallanuoto, conosciuti e apprezzati in tutto il Mondo che, alla Marina di Vico Equense, sulla spiaggia delle sirene, conobbero e amarono il mare insieme a “Mimmì o’ Romano”,”Giovanni Apuzzo detto, o’ Spirù”, “Peppe Volpe””, “Remo Camardella o’ Marchese”, i fratelli Sergio, Dario e Livia Cozzolino, Ciro Cartoncino, Piero Bisegna, Pasquala Cioffi (l’avvocato), Enzo Meo, Carlo Fermariello (il senatore), Andrea e Tommaso de Gennaro, Gianni e Raffaele Arpino, il “barone” Mario marulli, Marcello e Giancarlo Bracale, La famiglia Valenzuela , Sergio Puttini con i fratelli Pietro, Fulvio e la bella sorella Sasà, I Prandi, i Pomicino e tante altre famiglie. Nella foto del 1923 , un giovane Rosario Astarita imbraccia il remo pronto alla partenza con il suo tipico sandolino , mentre dalla riva una giovanissima donna Rosa osserva sorridendo la preziosa scena. Racconto scritto con il 💗💗💗💗💗💗💗💗

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